Una casa immersa nella natura, ma senza acqua potabile
Siamo davvero nella casa del bosco, precisamente nella Valseriana, in provincia di Bergamo. Questa abitazione si trova a pochi chilometri dalla strada principale, ma per raggiungerla bisogna percorrere una strada sterrata molto ripida, quasi sul ciglio del burrone: un percorso in mezzo al bosco, lontano dall’asfalto comodo a cui siamo abituati.
Servono circa 10 minuti di guida lenta e attenta, con un mezzo adatto. Nonostante la distanza non sia elevata, l’accessibilità è limitata e richiede un pizzico di spirito di avventura.
Una volta giunti, ci si accorge che si può vivere bene anche senza acqua potabile, se si adotta il giusto sistema. Ed è proprio quello che abbiamo fatto: abbiamo progettato e installato un impianto di filtrazione specifico per rendere questa famiglia completamente autonoma dal punto di vista dell’acqua.
Ecco il video sulla nostra visita in concomitanza della manutenzione annuale:
Raccolta dell’acqua piovana: tutto parte dal tetto
L’intero sistema si basa sulla raccolta dell’acqua piovana:
- L’acqua scende dalle falde del tetto
- Passa in un primo filtro artigianale, che trattiene foglie e detriti più grandi
- Finisce in una cisterna interrata, coperta per evitare luce diretta: meno luce = meno alghe
In questo caso la cisterna è ben gestita: poche alghe, solo un po’ di fondo da pulire periodicamente.
Trattamento dell’acqua: filtrazione e ozono
Una volta raccolta, l’acqua piovana passa attraverso più fasi di filtrazione, per eliminare sabbia, particolato e impurità:
- Filtro 1: grossolano (foglie, residui)
- Filtro 2: fine (sabbia, polvere)
- Filtro 3: ultra-fine (micro-particelle)
Inoltre, viene effettuato un trattamento all’ozono per disinfettare la cisterna in modo sicuro ed efficace.
Come funziona la distribuzione in casa?
L’acqua, una volta filtrata, viene distribuita nei rubinetti della casa:
- Per la doccia, per lo scarico WC e per le pulizie si utilizza l’acqua piovana filtrata.
- Per bere e cucinare viene usato un impianto ad osmosi inversa, che garantisce acqua pura e leggera.
Questo tipo di approccio garantisce massima efficienza e risparmio, soprattutto in un luogo dove ogni litro d’acqua va gestito con attenzione.
Come evitare sprechi? Riutilizzo dell’acqua di scarto
Un punto cruciale è lo scarto dell’osmosi inversa. In questa casa del bosco, lo scarto non viene buttato via, ma ributtato direttamente in cisterna, evitando qualsiasi spreco.
In questo modo:
- Nessun litro d’acqua viene perso
- Si ottimizza ogni goccia raccolta
Trattamenti periodici: disinfezione e filtri speciali
Chi vive in un ambiente off-grid come questo sa che la manutenzione è fondamentale:
- Si controlla il meteo per dosare i disinfettanti (es. pastiglione di tricloro)
- Si usano anche prodotti granulati o versioni a rilascio lento
- Si installano filtri argentizzati, che hanno effetto batteriostatico naturale, rallentando la proliferazione batterica
Una vita possibile, con il giusto impianto
Questa casa del bosco è la dimostrazione che è possibile vivere in modo sostenibile, autonomo e sicuro, anche senza accesso all’acqua potabile di rete.
Basta un buon impianto, un po’ di ingegno, e la voglia di vivere in sintonia con la natura.
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